Politiche per la trasformazione industriale: Green Public Procurement per i materiali da costruzione

15 Gennaio 2025
ECCO – il think tank italiano per il clima e Fondazione Ecosistemi propongono la revisione dei Criteri Ambientali Minimi per gli acquisti pubblici di materiali da costruzione attraverso il policy paper “Politiche per la trasformazione industriale: Green Public Procurement per i materiali da costruzione”

Gli obiettivi di decarbonizzazione hanno innescato una rivoluzione industriale che promuove l’adozione delle tecnologie pulite, trasformando i sistemi produttivi e ridefinendo il contesto competitivo globale. Per mantenere il proprio ruolo strategico, Europa e Italia devono sviluppare politiche che promuovano il cambiamento climatico, garantendo al contempo competitività e autonomia strategica.

La sfida di una trasformazione industriale allineata alla decarbonizzazione è particolarmente complessa, specialmente per settori ad alta intensità energetica, dove le trasformazioni fisico-chimiche dei materiali comportano inevitabilmente emissioni di gas serra. È il caso, ad esempio, della produzione di materiali da costruzione come cemento e acciaio.

A livello globale, il 50% dell’impatto climatico del settore edilizio (considerato sul ciclo di vita) è attribuibile all’uso  di materiali come il cemento, i laterizi e altri materiali cementizi, mentre il resto dipende dall’impiego di metalli (15%), combustibili fossili (29%) e biomassa (10%).

In settori complessi come quello dei materiali da costruzione, la riduzione delle emissioni richiede una strategia che comprenda soluzioni diversificate, attuabili nel tempo. È quindi fondamentale sviluppare un insieme di politiche industriali, coordinate e integrate, che agiscano tanto sull’offerta quanto sulla domanda. Tra queste: politiche di sostegno all’offerta per incentivare gli investimenti e coprire i costi energetici elevati, e politiche di stimolo alla domanda per favorire il mercato dei prodotti a bassa impronta di carbonio.

Anche la Commissione Europea e il report Draghi sottolineano la necessità di stimolare la domanda di prodotti “verdi” mediante l’introduzione di criteri standardizzati negli appalti pubblici, con l’obiettivo di favorire l’adozione di materiali sostenibili.

Il Green Public Procurement (GPP)

In Europa, ogni anno, più del 14% del PIL, ovvero circa 2.000 miliardi di euro,  per l’acquisto di servizi, lavori e beni. Di questi, 13,4 miliardi si stima siano spesi per i materiali da costruzione. In Italia, il valore complessivo degli appalti di importo pari o superiore a 40 mila euro, . Nel 2019, la spesa pubblica in Italia relativa al settore delle costruzioni e infrastrutture è stata di 48 miliardi di euro.

In Europa, ogni anno oltre il 14% del PIL (circa 2.000 miliardi di euro) viene destinato dalle oltre 250.000 autorità pubbliche  all’acquisto di beni, servizi e lavori, di cui 13,4 miliardi sono spesi per materiali da costruzione. In Italia, la spesa pubblica per appalti di importo superiore a 40.000 euro si attesta intorno ai 283,4 miliardi di euro, con 48 miliardi destinati al settore costruzioni e infrastrutture nel 2019.

Utilizzando gli acquisti “verdi”, le pubbliche amministrazioni possono incentivare l’industria a adottare pratiche più sostenibili, favorendo la crescita della domanda di prodotti compatibili con gli obiettivi climatici anche nei mercati privati. Le scelte di acquisto pubbliche possono stimolare l’innovazione tecnologica, dando accesso a economie di scala anche a piccole imprese e start-up.

In quest’ottica, ECCO – il think tank italiano per il clima,  in collaborazione con Fondazione Ecosistemi, ha curato il policy briefing “Politiche per la trasformazione industriale: Green Public Procurement per i materiali da costruzione” nell’ambito del progetto National support to ECOS work on GPP for construction products – Steel, cement and concrete.

l documento, basato su un’analisi approfondita della legislazione sugli appalti pubblici in Europa e in Italia, propone una revisione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) per gli acquisti pubblici di materiali da costruzione, un processo attualmente in corso, con l’obiettivo di rendere gli appalti pubblici uno strumento chiave per promuovere la sostenibilità nel settore edilizio.

 

Leggi il policy briefing “Politiche per la trasformazione industriale: Green Public Procurement per i materiali da costruzione”

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Si è concluso il percorso di attivazione, coinvolgimento e accompagnamento degli attori che andranno a costituire la futura rete INFEAS – Informazione, Formazione ed Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità, promosso e facilitato da Fondazione Ecosistemi. Un passaggio chiave, che segna l’ingresso in una fase operativa del progetto e si inserisce nel più ampio iter normativo volto a istituire nuovi centri per l’educazione alla sostenibilità. Al centro del lavoro, il ruolo della Fondazione è stato quello di costruire e accompagnare un processo partecipativo articolato, finalizzato ad attivare una rete eterogenea di soggetti e a far emergere, in modo condiviso, bisogni, competenze e visioni.

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Prosegue e si rafforza il percorso “Imprese e professionisti verso la sostenibilità”, promosso nell’ambito del PR Sardegna FESR 2021–2027, con un nuovo ciclo di laboratori tecnici dedicati a uno dei temi oggi più rilevanti per il mercato degli appalti pubblici: l’aggiornamento dei Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia. Dopo il successo dei cicli formativi avviati nel 2024 e proseguiti nel corso del 2025–2026, il programma entra ora in una fase più avanzata, focalizzata sull’applicazione operativa delle recenti disposizioni normative. Al centro dei nuovi incontri, infatti, il Nuovo CAM edilizia, aggiornato con il Decreto Ministeriale 4 novembre 2025, entrato in vigore a febbraio 2026, che ridefinisce i criteri ambientali per l’affidamento dei servizi di progettazione e dei lavori in ambito edilizio.

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