Videocittà, il festival della visione: edizione sulla transizione digitale ed ecologica

28 Giugno 2022

A Roma, dal 20-24 luglio 2022 arriva la V edizione di Videocittà, il festival della visione,  in un luogo di grande suggestione: l’area del Gazometro, simbolo della Roma contemporanea e centro pulsante della città. Arte visiva, immagine in movimento, digitale e tecnologia: cinque giorni di contaminazione con arti performative e digitali, installazioni monumentali ed eventi tematici di approfondimento insieme all’eccellenza della filiera più contemporanea dell’audiovisivo.

Videocittà dedica la V° edizione alla Transizione, digitale ed ecologica: un processo che, con visione strategica, scelte condivise e partecipate, porti concretamente alle necessarie innovazioni e a un nuovo e più radicale modo di interpretare il rapporto fra essere umano e ambiente. Per gettare le basi di un mondo nuovo, più smart, più aperto e inclusivo.

Ed è in quest’ottica che dal 2021 il festival e la Fondazione Ecosistemi collaborano insieme per rendere l’evento sempre più ecosostenibile. L’affiancamento è iniziato con la condivisione delle check list GreenFEST – Green Festivals and Events through Sustainable Tenders – progetto di riferimento per  il miglioramento della gestione sostenibile degli eventi culturali. Per proseguire con la rendicontazione delle emissioni gas serra associate all’evento e la relazione sugli aspetti di sostenibilità ambientale. L’obiettivo della partnership è quello di ridurre sempre più l’impatto ambientale che l’evento ha sulla comunità e sull’ambiente circostante.

Ma come sarà la quinta edizione di Videocittà a Roma? Installazioni monumentali, live, videoarte, virtual reality, NFT, talk e iniziative dedicate ai più piccoli: un’esperienza immersiva in compagnia di artisti, creators, makers e leader digitali. Visioni, suoni, battiti urbani, riflessioni, scambi culturali e progetti si alterneranno per delineare le possibilità di trasformazione del mondo attraverso i linguaggi e le pratiche artistiche più innovative e tecnologiche.

Scopri il programma!
www.videocitta.com

 

News

Appalti pubblici UE, sei proposte per rafforzare la dimensione sociale e ambientale della riforma

Appalti pubblici UE, sei proposte per rafforzare la dimensione sociale e ambientale della riforma

Gli appalti pubblici possono essere una leva concreta per rendere le filiere più responsabili sul piano sociale e ambientale. Per rafforzare questa funzione nel nuovo Public Procurement Act, l’IWGEPP propone di dare maggiore peso ai criteri sociali e ambientali, integrare la due diligence sui diritti umani e sull’ambiente nelle procedure di gara e aumentare la trasparenza delle catene di fornitura. Tra le raccomandazioni anche un collegamento più chiaro con la CSDDD e con l’oggetto dell’appalto, insieme a linee guida e clausole contrattuali tipo per supportare concretamente le stazioni appaltanti.

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Appalti pubblici UE, la Commissione presenta la riforma: più spazio a qualità, sostenibilità e preferenza europea

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La Commissione europea ha presentato il 9 settembre 2026 la proposta di nuovo Regolamento europeo sui contratti pubblici e le concessioni, avviando una revisione profonda del quadro normativo che disciplina gli appalti pubblici nell’Unione europea. La proposta punta a sostituire le tre direttive del 2014 – appalti pubblici, settori speciali e concessioni – con un unico Regolamento direttamente applicabile negli Stati membri, con l’obiettivo di semplificare e rendere più coerente un sistema che la stessa Commissione considera oggi troppo complesso e frammentato.

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Lettera al governo: l’Italia non indebolisca il principio DNSH nel negoziato sul bilancio europeo 2028-2034

Lettera al governo: l’Italia non indebolisca il principio DNSH nel negoziato sul bilancio europeo 2028-2034

Tredici organizzazioni della società civile italiana, tra cui Fondazione Ecosistemi, chiedono al Governo di sostenere il mantenimento del principio “Do No Significant Harm” (DNSH) nel negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034. In una lettera indirizzata alla Presidente del Consiglio e ai Ministri competenti, le organizzazioni evidenziano il ruolo del DNSH come principale garanzia ambientale del bilancio europeo e invitano l’Italia a difenderne l’applicazione nel confronto con le istituzioni europee.

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