Disponibili i materiali del workshop sugli acquisti verdi della Regione Calabria

24 Settembre 2021

Sono online i materiali del workshop “Verso il Piano di Azione Regionale GPP e l’Agenda 2030 in Calabria” che si è tenuto lo scorso 15 settembre nell’ambito della linea di intervento L1WP1 – Formazione e diffusione del Green Public Procurement del Progetto CReIAMO PA e in collaborazione con il Dipartimento Tutela dell’Ambiente della Regione Calabria. L’incontro si è concluso con l’impegno da parte dell’ente a dotarsi del primo Piano d’Azione regionale per gli acquisti verdi e con l’individuazione di concrete azioni propedeutiche da intraprendere per raggiungere tale obiettivo.

Un’occasione di confronto sia interno, con alcuni dei Dipartimenti regionali coinvolti nelle procedure d’acquisto a ridotto impatto ambientale, che esterno attraverso la condivisione di buone pratiche realizzate da enti italiani che hanno già orientato le proprie politiche attraverso un approccio di Green procurement, che ha consentito una rapida disamina di quanto già realizzato dalla Regione e l’individuazione dei prossimi step di attività.

La Regione Calabria, in linea anche con le indicazioni condivise dalla Regione Sardegna, ha individuato in prima battuta la necessità di potenziare la propria governance interna, rafforzando il gruppo di lavoro interdisciplinare già attivo sulle attività della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS) e ampliandone il raggio d’azione in materia di GPP. Anche grazie alla condivisione dell’esperienza della Città Metropolitana di Roma Capitale intervenuta al tavolo, l’amministrazione ha poi manifestato la volontà di dotarsi di un sistema informatizzato di monitoraggio, integrando gli indicatori di GPP all’interno della propria piattaforma digitale per l’inserimento delle determinazioni dirigenziali.

Misurare le proprie performance ambientali diventa infatti cruciale in presenza di obiettivi chiari da raggiungere, al pari della formazione del personale coinvolto nelle procedure d’acquisto. Raccogliendo le esperienze già intraprese attraverso la “GPP Academy” del Forum Compraverde Buygreen 2017 e il successivo ciclo di seminari offerti al personale, l’ente ha avanzato, a tale proposito, la sua candidatura per avviare un’attività di affiancamento on the job offerta dal Progetto CReIAMO PA sia per la redazione di bandi gara che per la stesura dei Piani d’azione regionali. Il green procurement è di fatto lo strumento cruciale attraverso il quale le organizzazioni pubbliche potranno guidare la trasformazione delineata nel Green Deal europeo prima e nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) poi.

Uno strumento in grado di riconvertire le catene di approvvigionamento della PA e insieme influenzare una politica industriale sostenibile sotto il profilo ambientale e sociale. Il ruolo degli appalti pubblici verdi appare dunque centrale – come indicato dalle riforme 1.3: Supporto tecnico alle autorità locali e 3.1: Adozione di criteri ambientali minimi per eventi culturali – per realizzare una transizione giusta e in continuità con le politiche europee precedenti alla pandemia.


I materiali dell’incontro sono disponibili nella sezione Documenti

News

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In occasione della Giornata internazionale dei pasti scolastici, il progetto SchoolFood4Change presenta Green Spoon – Good Food for Planet and Community, un nuovo strumento online, semplice da utilizzare, pensato per misurare l’impatto ambientale e nutrizionale dei pasti scolastici. In un momento in cui i sistemi alimentari sono sempre più al centro del dibattito per il loro ruolo nel contrasto al cambiamento climatico, nella tutela della biodiversità e nella promozione della salute pubblica, Green Spoon offre una risposta concreta alle città: uno strumento capace di trasformare gli obiettivi di sostenibilità in risultati misurabili. Lo strumento è stato progettato e sviluppato da Fondazione Ecosistemi insieme alle città della rete SF4C.

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Il confronto europeo sugli appalti pubblici sta entrando in una fase meno ideologica e più sostanziale. La questione non è soltanto come sostenere l’industria europea, ma quale debba essere il criterio guida delle scelte pubbliche: protezione del mercato interno o qualità ambientale delle forniture. Un articolo pubblicato da EconomiaCircolare.com richiama la posizione dell’European Environmental Bureau (EEB), espressa nel documento intitolato “Made with EU Green Criteria. Why ‘Buying Sustainable’ can future-proof EU industry”. Secondo l’EEB, privilegiare il “Buy European” in senso strettamente geografico rischia di non essere sufficiente. Il punto non sarebbe introdurre preferenze legate all’origine in quanto tale, ma rafforzare nei bandi pubblici criteri ambientali e sociali stringenti, capaci di orientare in modo strutturale le filiere produttive.

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