Cultura e sostenibilità in scena: talk e teatro a Villa Lazzaroni Summer Festival

21 Giugno 2025

Giovedì 26 giugno Fondazione Ecosistemi porta sul palco del Villa Lazzaroni Summer Festival un appuntamento speciale che intreccia pensiero e spettacolo, sostenibilità e cultura, riflessione e ironia.

A partire dalle ore 18.30, si accendono i riflettori sul talk “Dal palco alla piazza: come rendere sostenibili gli eventi culturali”, un confronto vivace e stimolante sui legami profondi tra sostenibilità ambientale, pratiche culturali e nuovi modelli di produzione e fruizione degli eventi.

A guidarci in questo viaggio saranno Sabina Nicolella e Laura Sorge esperte di sostenibilità e cultura di Fondazione Ecosistemi, Paola Sarcina, ideatrice e direttrice artistica del Festival Cerealia, Alessandro Muller, CEO di Promu e padrone di casa, promotore del Festival.  A orchestrare il dialogo sarà il giornalista e divulgatore Marco Gisotti, in un mix equilibrato di informazione e intrattenimento. Un vero e proprio momento di “infotainment”, pensato per coinvolgere, incuriosire e far riflettere.

A seguire, dalle ore 19.30 spazio al teatro con “Non si butta niente”, una commedia surreale e provocatoria che esplora il conflitto tra abitudini consolidate e nuove consapevolezze, tra tradizione e cambiamento, tra “morsi di carne e morsi di coscienza”. Con Arianna Saturni e Chiara Casali, si ride e si riflette, tra provocazioni e spunti per cambiare.

Gli eventi sono gratuiti e aperti a tutte e tutti, all’interno della cornice estiva del Villa Lazzaroni Summer Festival, nel cuore di Roma.

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Il confronto europeo sugli appalti pubblici sta entrando in una fase meno ideologica e più sostanziale. La questione non è soltanto come sostenere l’industria europea, ma quale debba essere il criterio guida delle scelte pubbliche: protezione del mercato interno o qualità ambientale delle forniture. Un articolo pubblicato da EconomiaCircolare.com richiama la posizione dell’European Environmental Bureau (EEB), espressa nel documento intitolato “Made with EU Green Criteria. Why ‘Buying Sustainable’ can future-proof EU industry”. Secondo l’EEB, privilegiare il “Buy European” in senso strettamente geografico rischia di non essere sufficiente. Il punto non sarebbe introdurre preferenze legate all’origine in quanto tale, ma rafforzare nei bandi pubblici criteri ambientali e sociali stringenti, capaci di orientare in modo strutturale le filiere produttive.

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