Ambiente. I comuni sostenibili si mettono in rete

11 Gennaio 2021

Nasce la «Rete dei Comuni Sostenibili», un progetto che mira la definizione d’impegni mirati, la misurazione del raggiungimento di obiettivi e lo scambio virtuoso d’esperienze tra le amministrazioni locali. Promosso da ALI – Autonomie Locali Italiane, Leganet e Città del Bio, il progetto sarà presentato a Roma il prossimo 14 gennaio ed è rivolto a tutti i Comuni, dai più piccoli alle metropoli.

Gli indirizzi globali, con i 17 Obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite che guidano l’Agenda 2030 dell’Unione Europea, e quelli italiani del Benessere Equo e Sostenibile, sono il contesto nel quale lavorerà la Rete dei Comuni Sostenibili. I Comuni, infatti, possono dare un contributo importante al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. La nuova Rete aiuterà i Comuni a pianificare e impostare progetti, a intercettare risorse e finanziamenti, a misurare – tramite 150 indicatori – l’efficacia delle realizzazioni. Il tutto facilitato dalla messa in rete di buone pratiche, relazioni, idee. Sarà riconosciuto e valorizzato l’impegno dal basso di Sindaci e amministratori locali sulle politiche della sostenibilità, dalla mobilità alle aree verdi, dall’inclusione alla parità di genere, dalla qualità di aria e acqua agli strumenti partecipativi, dall’economia circolare alla digitalizzazione.

La “Rete dei Comuni Sostenibili” è una risposta, guardando ai risultati dei tentativi di portare l’Agenda 2030 sui territori e nel confronto con gli esperti dell’ASviS. I comuni che accettano di aderire ad un’associazione di scopo costituita ad hoc e di farsi misurare alla fine di ogni anno secondo il set d’indicatori di benessere e sostenibilità, predispongono e approvano con deliberazione della Giunta il «Piano di Azione per il Comune Sostenibile», che è l’Agenda locale 2030, e si fregiano di un brand esclusivo. Questi comuni cooperano, perché condividono su una piattaforma digitale i progetti che sono finalizzati a migliorare gli stessi indicatori e ogni azione significativa utile ad accelerare l’innovazione dal basso. L’associazione fornisce un supporto ai comuni, anche avvalendosi di partnership, li aiuta per il reperimento di risorse esterne, diffondendo informazioni, progetti compiuti e buone pratiche, fa formazione per gli amministratori e gli operatori degli enti.

Si punta a riconoscere e valorizzare l’impegno dal basso di Sindaci e amministratori locali sulle politiche della sostenibilità, ad esempio, per la mobilità e per il verde urbano, per l’inclusione sociale e per la parità di genere, per la qualità di aria e dell’acqua e per l’attivazione di nuovi strumenti partecipativi, per l’economia circolare e gli acquisti verdi, per la digitalizzazione delle amministrazioni. Con l’auspicio che obiettivi più ambiziosi e nuove progettualità creino accelerazioni, intercettino anche le azioni del Next Generation EU, quelle che necessariamente dovranno posarsi sui territori, o ne prenotino altre.

Il progetto è stato già accreditato alla Cabina di regia di «Benessere Italia», il coordinamento istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per le politiche del BES e dell’Agenda 2030, e inserito fra quelli di «Repubblica Digitale», l’iniziativa strategica nazionale promossa dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri. Mentre ALI ha stretto intese con università e scuole d’alta formazione, quale la Scuola Superiore Sant’Anna e, per fare rete, con l’Enea, con la Fondazione Ecosistemi, con la Piattaforma italiana per l’economia circolare e è già in rete tra i fondatori dell’Alleanza contro la povertà e dell’Alleanza per l’infanzia.

Per seguire l’incontro, giovedì 14 gennaio, è possibile registrarsi QUI oppure collegarsi alla pagina ufficiali di ALI Nazionale.

News

Appalti pubblici Ue: origine geografica o criteri verdi? Il nodo strategico nel dibattito europeo

Appalti pubblici Ue: origine geografica o criteri verdi? Il nodo strategico nel dibattito europeo

Il confronto europeo sugli appalti pubblici sta entrando in una fase meno ideologica e più sostanziale. La questione non è soltanto come sostenere l’industria europea, ma quale debba essere il criterio guida delle scelte pubbliche: protezione del mercato interno o qualità ambientale delle forniture. Un articolo pubblicato da EconomiaCircolare.com richiama la posizione dell’European Environmental Bureau (EEB), espressa nel documento intitolato “Made with EU Green Criteria. Why ‘Buying Sustainable’ can future-proof EU industry”. Secondo l’EEB, privilegiare il “Buy European” in senso strettamente geografico rischia di non essere sufficiente. Il punto non sarebbe introdurre preferenze legate all’origine in quanto tale, ma rafforzare nei bandi pubblici criteri ambientali e sociali stringenti, capaci di orientare in modo strutturale le filiere produttive.

leggi tutto
Forum Compraverde 2026: il 27 e 28 maggio a Roma la 20ª edizione degli Stati Generali degli acquisti verdi

Forum Compraverde 2026: il 27 e 28 maggio a Roma la 20ª edizione degli Stati Generali degli acquisti verdi

Il 27 e 28 maggio 2026 torna a Roma, negli spazi di WeGil, il Forum Compraverde Buygreen, principale appuntamento nazionale ed europeo dedicato al Green Public Procurement (GPP) e alle politiche di acquisto sostenibile, promosso dalla Fondazione Ecosistemi. L’edizione 2026 segna un passaggio simbolico e sostanziale: la ventesima edizione degli Stati Generali degli acquisti verdi, in una fase cruciale per l’Europa, impegnata nella revisione della Direttiva Appalti e nella ridefinizione delle proprie politiche industriali e climatiche. Il concept 2026 si traduce in due giornate, venti eventi tematici e venti soluzioni concrete: un atlante operativo della transizione, non una semplice rassegna di convegni.

leggi tutto
Competitività UE, il vertice informale del 12 febbraio e la sfida del mercato unico

Competitività UE, il vertice informale del 12 febbraio e la sfida del mercato unico

Il 12 febbraio 2026 i leader dell’Unione europea si riuniscono in Belgio per un incontro informale dedicato al rafforzamento del mercato unico nel nuovo contesto geoeconomico globale. L’obiettivo è rilanciare la strategia europea per la competitività, tra autonomia strategica, semplificazione normativa e integrazione dei mercati. Ma oltre alla deregulation, si apre una questione decisiva: come creare mercati solidi per tecnologie e filiere a basse emissioni, indispensabili per rafforzare la base industriale europea nel medio periodo. Il vertice riuscirà a spostare il baricentro del dibattito dalla semplificazione alla costruzione di una vera politica industriale europea?

leggi tutto