5 libri sull’ambiente, i nostri consigli di lettura

26 Marzo 2021

A cura di Silvano Falocco 

In occasione dell’edizione speciale della newsletter in cinque atti di Romaeuropa Festival ho condiviso 5 consigli di lettura sul tema ambientale con una serie di brevi note sui motivi che accompagnano le diverse selezioni.

Il clima che cambia, Luca Mercalli, Rizzoli
Un viaggio nel clima che sta cambiando, ma soprattutto un’opera in grado di spiegare perché quella al cambiamento climatico è la più importante delle battaglie per la sopravvivenza umana sul pianeta.

Laudato sì, Papa Francesco, LEV
L’enciclica di Papa Francesco pubblicata nel 2015. Non si tratta solo di un testo pontificio, ma di una delle opere più organiche, chiare e sistematiche sul tema. O, come l’ha definita lo stesso Bergoglio “non si tratta di un’enciclica verde ma di un’enciclica sociale”. Andrebbe fatta leggere nelle scuole come libro di testo.

Brevi lezioni di meraviglia, Rachel Carson, Aboca
Un brevissimo testo per farsi attraversare dalla meraviglia e dallo stupore che solo la natura riesce ad assicurare. Perché solo attraverso la comprensione della centralità della bellezza della natura nelle nostre vite, potremo tornare a comprendere l’importanza di tutelarla.

Kate Raworth, L’economia della ciambella, Edizioni Ambiente
Un libro per chi desidera approfondire il complesso legame tra il sistema economico e quello delle risorse naturali. Un’opera che permette di comprendere la vera sfida del XXI secolo: quella di tutelare i diritti delle persone a una buona vita e di non oltrepassare i limiti planetari, che sono irreversibili.

Abitare la complessità, Francesco Bellusci e Mauro Ceruti, Mimesis
Un bellissimo dialogo per comprendere meglio come sostenibilità e natura richiedano uno sguardo complesso, una cittadinanza planetaria. La complessità è, inoltre, la chiave anche delle sfide culturali, educative e dei diritti.

Buona lettura!

News

Appalti pubblici Ue: origine geografica o criteri verdi? Il nodo strategico nel dibattito europeo

Appalti pubblici Ue: origine geografica o criteri verdi? Il nodo strategico nel dibattito europeo

Il confronto europeo sugli appalti pubblici sta entrando in una fase meno ideologica e più sostanziale. La questione non è soltanto come sostenere l’industria europea, ma quale debba essere il criterio guida delle scelte pubbliche: protezione del mercato interno o qualità ambientale delle forniture. Un articolo pubblicato da EconomiaCircolare.com richiama la posizione dell’European Environmental Bureau (EEB), espressa nel documento intitolato “Made with EU Green Criteria. Why ‘Buying Sustainable’ can future-proof EU industry”. Secondo l’EEB, privilegiare il “Buy European” in senso strettamente geografico rischia di non essere sufficiente. Il punto non sarebbe introdurre preferenze legate all’origine in quanto tale, ma rafforzare nei bandi pubblici criteri ambientali e sociali stringenti, capaci di orientare in modo strutturale le filiere produttive.

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Forum Compraverde 2026: il 27 e 28 maggio a Roma la 20ª edizione degli Stati Generali degli acquisti verdi

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Il 27 e 28 maggio 2026 torna a Roma, negli spazi di WeGil, il Forum Compraverde Buygreen, principale appuntamento nazionale ed europeo dedicato al Green Public Procurement (GPP) e alle politiche di acquisto sostenibile, promosso dalla Fondazione Ecosistemi. L’edizione 2026 segna un passaggio simbolico e sostanziale: la ventesima edizione degli Stati Generali degli acquisti verdi, in una fase cruciale per l’Europa, impegnata nella revisione della Direttiva Appalti e nella ridefinizione delle proprie politiche industriali e climatiche. Il concept 2026 si traduce in due giornate, venti eventi tematici e venti soluzioni concrete: un atlante operativo della transizione, non una semplice rassegna di convegni.

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Competitività UE, il vertice informale del 12 febbraio e la sfida del mercato unico

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Il 12 febbraio 2026 i leader dell’Unione europea si riuniscono in Belgio per un incontro informale dedicato al rafforzamento del mercato unico nel nuovo contesto geoeconomico globale. L’obiettivo è rilanciare la strategia europea per la competitività, tra autonomia strategica, semplificazione normativa e integrazione dei mercati. Ma oltre alla deregulation, si apre una questione decisiva: come creare mercati solidi per tecnologie e filiere a basse emissioni, indispensabili per rafforzare la base industriale europea nel medio periodo. Il vertice riuscirà a spostare il baricentro del dibattito dalla semplificazione alla costruzione di una vera politica industriale europea?

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