Salute e ambiente: il legame che non possiamo più ignorare

21 Agosto 2025

Parlare di salute oggi significa parlare anche di ambiente. L’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, il cibo che portiamo in tavola e persino il clima in cui viviamo influenzano direttamente il nostro benessere. È questa la logica dell’approccio One Health, che unisce la salute delle persone, quella degli animali e degli ecosistemi, e della Planetary Health, che allarga lo sguardo alla salute del pianeta come condizione essenziale per la nostra.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, milioni di morti premature ogni anno sono legate a fattori ambientali. L’inquinamento atmosferico, le ondate di calore, la perdita di biodiversità e la qualità degli alimenti sono sfide che incidono profondamente sulla salute pubblica. Non sono problemi lontani o astratti: li viviamo quotidianamente nelle nostre città e nelle nostre comunità.

Se prevenire è fondamentale, oggi diventa altrettanto urgente adattarsi ai cambiamenti in corso. Per questo servono piani e strategie di adattamento climatico che rendano città e territori più resilienti di fronte a eventi estremi, siccità e crisi ambientali. Si tratta di strumenti concreti per proteggere la salute collettiva e garantire la qualità della vita.

Proprio il rapporto tra salute e ambiente guida oggi le strategie e il lavoro di Fondazione Ecosistemi per prevenire i rischi e adattarsi ai cambiamenti climatici. Tra le attività principali ci sono la tutela della salute pubblica, con attenzione ai fattori ambientali come inquinamento, cambiamenti climatici e qualità degli alimenti, e lo studio di strategie di adattamento climatico per ridurre gli impatti negativi delle trasformazioni ambientali in corso. Queste azioni forniscono dati, strumenti e analisi utili a istituzioni, comunità e imprese, aiutando a proteggere la salute collettiva e a rendere territori e città più resilienti e sostenibili.

Salute e ambiente non possono più essere considerati ambiti separati. Mettere la sostenibilità al centro delle politiche sanitarie e la salute al centro delle politiche ambientali è la chiave per costruire un futuro più equo e sicuro. La direzione è chiara: non c’è salute senza pianeta. Proteggere l’ambiente significa proteggere noi stessi, oggi e domani. È un cambio di prospettiva che riguarda tutti: governi, istituzioni, imprese, comunità e cittadini.

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Appalti pubblici Ue: origine geografica o criteri verdi? Il nodo strategico nel dibattito europeo

Appalti pubblici Ue: origine geografica o criteri verdi? Il nodo strategico nel dibattito europeo

Il confronto europeo sugli appalti pubblici sta entrando in una fase meno ideologica e più sostanziale. La questione non è soltanto come sostenere l’industria europea, ma quale debba essere il criterio guida delle scelte pubbliche: protezione del mercato interno o qualità ambientale delle forniture. Un articolo pubblicato da EconomiaCircolare.com richiama la posizione dell’European Environmental Bureau (EEB), espressa nel documento intitolato “Made with EU Green Criteria. Why ‘Buying Sustainable’ can future-proof EU industry”. Secondo l’EEB, privilegiare il “Buy European” in senso strettamente geografico rischia di non essere sufficiente. Il punto non sarebbe introdurre preferenze legate all’origine in quanto tale, ma rafforzare nei bandi pubblici criteri ambientali e sociali stringenti, capaci di orientare in modo strutturale le filiere produttive.

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Forum Compraverde 2026: il 27 e 28 maggio a Roma la 20ª edizione degli Stati Generali degli acquisti verdi

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Il 27 e 28 maggio 2026 torna a Roma, negli spazi di WeGil, il Forum Compraverde Buygreen, principale appuntamento nazionale ed europeo dedicato al Green Public Procurement (GPP) e alle politiche di acquisto sostenibile, promosso dalla Fondazione Ecosistemi. L’edizione 2026 segna un passaggio simbolico e sostanziale: la ventesima edizione degli Stati Generali degli acquisti verdi, in una fase cruciale per l’Europa, impegnata nella revisione della Direttiva Appalti e nella ridefinizione delle proprie politiche industriali e climatiche. Il concept 2026 si traduce in due giornate, venti eventi tematici e venti soluzioni concrete: un atlante operativo della transizione, non una semplice rassegna di convegni.

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Competitività UE, il vertice informale del 12 febbraio e la sfida del mercato unico

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Il 12 febbraio 2026 i leader dell’Unione europea si riuniscono in Belgio per un incontro informale dedicato al rafforzamento del mercato unico nel nuovo contesto geoeconomico globale. L’obiettivo è rilanciare la strategia europea per la competitività, tra autonomia strategica, semplificazione normativa e integrazione dei mercati. Ma oltre alla deregulation, si apre una questione decisiva: come creare mercati solidi per tecnologie e filiere a basse emissioni, indispensabili per rafforzare la base industriale europea nel medio periodo. Il vertice riuscirà a spostare il baricentro del dibattito dalla semplificazione alla costruzione di una vera politica industriale europea?

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