Grandi eventi, piccole impronte: a Lucca una giornata dedicata alla sostenibilità degli eventi culturali

18 Novembre 2025

Come si progetta un grande evento che riduce davvero il proprio impatto ambientale?
Dalla gestione dei flussi alla lotta al monouso, dalla comunicazione in tempo reale al ruolo dei volontari: la sostenibilità si costruisce nei dettagli, nelle scelte organizzative, nella capacità di trasformare complessità logistiche in opportunità di cambiamento.

Il 21 novembre, al Real Collegio di Lucca, Fondazione Ecosistemi partecipa a una giornata di confronto dedicata alle soluzioni concrete per rendere più sostenibili eventi, festival e iniziative culturali. Un appuntamento promosso dalla Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, in collaborazione con Promo PA Fondazione, nell’ambito de Il Desco, che mette al centro un approccio operativo basato su esperienze reali e buone pratiche replicabili.

Mattina: educare alla sostenibilità attraverso il valore del cibo

La prima parte della giornata è rivolta agli studenti degli istituti superiori e affronta il tema dello spreco alimentare come questione ambientale, sociale ed economica. Tra gli altri, interverrà Maria De Gregorio (Fondazione Ecosistemi) con un approfondimento dedicato a “Lo spreco alimentare nella ristorazione collettiva: i criteri ambientali per ridurlo”, illustrando come i CAM orientino scelte e comportamenti nelle mense e nei servizi di ristorazione pubblica.

Testimonianze del territorio e indicazioni pratiche completano un percorso pensato per portare nelle scuole strumenti immediatamente applicabili.

Pomeriggio — Grandi eventi e impronte più leggere

Il pomeriggio entra nel vivo del tema con il confronto “Grandi eventi, piccole impronte”, che parte dal cosiddetto “caso Lucca”, ovvero l’esperienza di Lucca Comics & Games, per analizzare soluzioni, criticità e modelli organizzativi replicabili. Interverrà nuovamente Maria De Gregorio insieme a Camilla Gamucci (Promo PA Fondazione – OESC) per presentare le Linee guida per eventi sostenibili elaborate all’interno dell’Osservatorio OESC, con particolare attenzione a:

  • analisi dei flussi;

  • gestione dei materiali e dei rifiuti;

  • informazione e coinvolgimento del pubblico;

  • criteri contrattuali e procedure di monitoraggio.

Il panel riunisce esperienze nazionali significative, come Santarcangelo Festival, Sistema Ambiente Lucca, Fondazione LEM, Lucca Crea, mettendo al centro ciò che funziona davvero e gli ambiti in cui la sostenibilità richiede ancora investimenti, formazione e scelte condivise.

Verso eventi culturali più sostenibili

La giornata di Lucca rappresenta un’occasione di lavoro concreta su un tema che sta assumendo un ruolo strategico nella progettazione e gestione degli eventi culturali. L’introduzione dei CAM, la crescita delle competenze e il monitoraggio avviato da OESC stanno contribuendo a trasformare la sostenibilità in una componente strutturale, non accessoria.

Fondazione Ecosistemi partecipa al confronto mettendo a disposizione strumenti tecnici, esperienze e linee guida che possano sostenere il lavoro di istituzioni, enti culturali e operatori nella riduzione degli impatti ambientali e nel miglioramento complessivo della qualità degli eventi.

News

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Il confronto europeo sugli appalti pubblici sta entrando in una fase meno ideologica e più sostanziale. La questione non è soltanto come sostenere l’industria europea, ma quale debba essere il criterio guida delle scelte pubbliche: protezione del mercato interno o qualità ambientale delle forniture. Un articolo pubblicato da EconomiaCircolare.com richiama la posizione dell’European Environmental Bureau (EEB), espressa nel documento intitolato “Made with EU Green Criteria. Why ‘Buying Sustainable’ can future-proof EU industry”. Secondo l’EEB, privilegiare il “Buy European” in senso strettamente geografico rischia di non essere sufficiente. Il punto non sarebbe introdurre preferenze legate all’origine in quanto tale, ma rafforzare nei bandi pubblici criteri ambientali e sociali stringenti, capaci di orientare in modo strutturale le filiere produttive.

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